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Mialuis per le donne. Conosciamo Debora Corbi

Storie di donne forti e resilienti

Con "Mialuis per le donne" vogliamo raccontare storie di donne uniche e speciali, come le nostre borse che racchiudono la loro vita e i loro segreti.

Debora Corbi

Debora Corbi è Maggiore dell’Aeronautica Militare, romana.

Qualche anno fa è stata definita “la madre di tutte le donne soldato”.
Perché? Aveva un sogno ambizioso, uno di quelli con la S maiuscola che sembrava davvero irrealizzabile. Venti anni fa, far introdurre una legge che consentisse alle donne di arruolarsi era un’impresa difficile. La sua caparbietà, la sua voglia di riuscire, il suo grande desiderio di far parte di una delle istituzioni più importanti del nostro Paese hanno fatto il resto.

Per citare le sue parole alla nostra domanda “Soldato o soldatessa?”: “Fa lo stesso, non sono le parole a fare la differenza. La mia è una storia particolare che comincia negli anni Novanta, quando la L. 380/99 che ha consentito alle donne italiane di arruolarsi nelle Forze Armate non esisteva. Tutto cominciò nel 1992, con la partecipazione ad un esperimento di vita militare che coinvolse 30 donne italiane che, come me, avevano la stessa motivazione. Quella partecipazione rese ancora più forte la mia convinzione, arruolarmi era tutto quello che desideravo. Nel 1995, assieme ad alcune delle partecipanti all’esperimento, decisi di fondare un’associazione per promuovere una legge che consentisse alle donne di essere arruolate nelle Forze Armate, attraverso una forte e concreta sollecitazione nei confronti dell’opinione pubblica ma, soprattutto, delle vere protagoniste nell’attività di legiferazione: le forze politiche”.

"Nel 1999 la svolta, l’approvazione della legge che dal 2000 ha dato il via ai reclutamenti delle donne. L’Italia è stato l’ultimo Paese della Nato ad aprire le caserme al personale femminile e questa è stata una grande vittoria per le donne italiane, per quelle che vogliono arruolarsi ma anche per le altre, perché è davvero importante avere la possibilità di scegliere quale professione svolgere. Ed io sono orgogliosa di averci messo tanto impegno, perché so che oggi anche le donne italiane contribuiscono alla Difesa del nostro meraviglioso Paese e i risultati sono sugli occhi di tutti, anche in questi giorni in cui siamo tutti impegnati nell’emergenza Covid19”.

In vent'anni sono avvenuti molti cambiamenti. Ora è normale incontrare una donna militare, ma ancora una volta in Italia questo tipo di progresso femminile è stato reso possibile grazie all’impegno in prima linea delle donne, la dimostrazione, ancora una volta che l’associazionismo è risultato l’unica arma possibile per riuscire in un ambito che fino a solo vent'anni fa era appannaggio maschile.

Sposata con un pilota dell’Aeronautica Militare, mamma di un figlio di dieci anni, innamorata del suo lavoro e della sua Forza Armata, oggi si occupa con passione della gestione delle pagine social dell’Aeronautica Militare. Per lei questo “è un lavoro entusiasmante” che le permette di raccontare ai cittadini quello che l’Aeronautica Militare fa ogni giorno per il bene del Paese.